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Abarth, dalle origini ad oggi Mostra Museo Auto 2018

È questa la 15° edizione e mancava, dopo avere trattato tematiche di tutte le marche italiane, un nome tra i grandi della storia dell'automobilismo sportivo: Carlo Abarth.

Nato a Vienna il 15/11/1908, è però italiano avendo il padre, originario di Merano, optato per la cittadinanza italiana.

Nel 1927 è apprendista meccanico presso una fabbrica di motociclette dove diventa poi collaudatore e successivamente pilota ufficiale.

Nel 1939, a seguito di un incidente, abbandona lo sport motociclistico e si stabilisce in Iugoslavia con l'incarico di direttore in una officina meccanica.

Nel 1946 rientra in Italia e si trasferisce a Milano. Nello stesso anno ottiene la concessione delle vetture e dei brevetti Porsche per l'Italia entrando in rapporti d'affari con Rodolfo Hruska.

Ferry Porsche (figlio di Ferdinand) propone a Carlo Abarth la rappresentanza per l'Italia della Porsche Construktionen di Stoccarda. Questa nuova rappresentanza offre ad Abarth e Hruska di entrare in rapporti con le maggiori fabbriche italiane di automobili.

Abarth e Hruska sono anche incaricati di cercare un finanziatore italiano disposto a contribuire alla costruzione di una vettura monoposto di F1 (1500 cc con compressore) progettata da Ferdinand Porsche con caratteristiche simili a quella ideata nel 1933 per l'Auto Union.

Aiutato da Tazio Nuvolari, entra in contatto con Piero Dusio, fondatore della Cisitalia. Nasce così una collaborazione Cisitalia-Porsche che terminerà, poi, nel 1949, anno nel quale Dusio si trasferisce in Argentina.

Scompare, così, la Cisitalia e nasce la Abarth & C. con sede a Torino in via Trecate 10; emblema della nuova fabbrica è lo scorpione, segno zodiacale di Carlo Abarth.

Inizia così l'attività sportiva Abarth con le spider 204 rilevate dalla Cisitalia, che, già nel primo anno di corse, si fregiarono di ben 18 vittorie. Per supportare le ingenti spese occorrenti alle corse ed alle sperimentazioni, riprese anche la costruzione di marmitte. Vista la grande richiesta e il successo ottenuto, affiancò ben presto collettore, valvole e relative molle di richiamo.

L'elaborazione e la trasformazione di macchine costruite in serie diventa così l'attività principale nei primi anni '50. Dal 1955 in poi, superato il duro periodo iniziale, l'attività dell'Abarth si consolida diversificandosi in quattro rami distinti: elaborazione di modelli prodotti di serie, macchine da record, vetture sport progettate e costruite interamente e produzione di marmitte.

Cavallo di battaglia e con grandi numeri di produzione è l'elaborazione della Fiat 600, con cilindrata aumentata dapprima a 700 cc, a 750 cc, a 850 cc e successivamente a 1000 cc.

Contemporaneamente anche le Fiat 500 modificate in 595 cc e 695 cc, corrono e vincono in numerose competizioni nazionali e internazionali.

Record internazionali e mondiali vengono largamente battuti dalle Abarth.

Dal 1963 inizia l'orientamento verso cilindrate maggiori: 1300 cc, 1600 cc e 2000 cc, prima di progettare e costruire un mmotore a 12 cilindri di 6000 cc e 600 CV di potenza, che avrebbe dovuto equipaggiare un prototipo per le corse valevoli per il Campionato Mondiale Marche, ma che fu costretto ad abbandonare quando ormai era quasi terminato per via della decisione della Commissione Sportiva Internazionale di limitare la   cilindrata a 3000 cc.

Dal 1° agosto 1971 l'Abarth & C. entra a far parte del gruppo FIAT mantenendo invariata la sua struttura e il suo nome, cessando la produzione di vetture Sport Prototitpo ed iniziando la preparazione di vetture Fiat per i Rally.

In poco più di vent'anni di attività sportiva l'Abarth vanta 7402 vittorie assolute e/o di classe unendo il suo nome per ben 6409 volte a quello della Fiat e 616 a quello della Simca.

Si potranno ammirare dalle piccole 595 – nelle varie configurazioni, di serie, gruppo 2 e silouette – alle grosse Sport 2000 passando in rassegna tutta la produzione di vetture contraddistinte dal famoso marchio dello scorpione che tante vittorie e record mondiali ha ottenuto.

Saranno esposte Abarth 695, 750, 850 in differenti carrozzerie, 1000 dalle prime su scocca Fiat 600 alle velocissime Sport SP, 1300, 1600 e 2000.

Anche il settore Rallystico sarà ben rappresentato: dalle 124 Sport Spider in versione gruppo 3 e gruppo 4; 131 in versione stradale e gruppo 4, non dimenticando le piccole A/112 che sono state base di lancio per numerosi famosi piloti e le più moderne Ritmo 125 e 130 TC.    

In Primo Piano
03 mar Le Fiat 500 Abarth ad Old Time Show
03 mar Inaugurata la 15° edizione di Old Time Show
02 mar "L’Eterno e il Tempo tra Michelangelo e Caravaggio" & Old Time Show
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